Buone feste con gli immancabili consigli di lettura

Tempo di feste, tempo di tradizioni e noi non veniamo meno alla nostra. Come di consueto, nel farvi i nostri più cari auguri, vi regaliamo le recensioni dei libri che quest’anno ci hanno tenut3 svegl3 fino a tardi, distratto da bollette e fatture, portato a dimenticare call, fatto scendere a fermate sbagliate e che in generale, hanno reso le nostre vite migliori.

Buona fine e migliore inizio dalla Sociolab gang!

Siamo tutti completamente fuori di noi, Karen Fowler

Con gli auguri di Chiara Missikoff

Ho comprato questo libro per caso, attratta dal titolo “Siamo tutti completamente fuori di noi”. Come non sentirsi chiamate?

E’ difficile descriverne la trama senza correre il rischio di rivelare il colpo di scena che ridisegna il senso del racconto e che avviene circa a metà del libro (ma si scoprirà di averlo avuto sotto il naso durante tutta la lettura). Mi sento di consigliarlo a chi non ama i racconti lineari, cerca un libro arguto e di intrattenimento, si appassiona leggendo le storie familiari ma non teme di confrontarsi anche con i loro traumi.

ps NON leggete le recensioni online: lo spoiler è assicurato.

La casa degli spiriti, Isabel Allende

Con gli auguri di Enrico Russo

Lo so, è un libro molto famoso e la probabilità che tu l’abbia già letto è alta. In questo caso hai due opzioni: cerchi una persona a cui sia toccata la medesima sorte e fai a cambio; oppure lo rileggi, perché è stupendo e perché tanto ha una trama talmente articolata che sicuramente scoprirai qualcosa di nuovo.

Se invece per qualche ragione non l’hai ancora letto, ritieniti fortunat*: stai per intraprendere un viaggio incredibile che non ti lascerà indifferente. O almeno, per me è stato così quando all’inizio di quest’anno me lo sono ritrovato fra le mani un po’ per caso. Lo conoscevo, ovviamente, almeno per sentito dire, ma non mi aspettavo nessuna rivelazione: “tipo realismo magico, ce l’hai presente Cent’anni di solitudine?”, mi aveva detto qualcuno. Premesso che Cent’anni di solitudine è un libro bellissimo, l’ho letto abbastanza di recente e non ero sicuro di volermi perdere dentro 7–8 generazioni di personaggi che hanno tutti lo stesso nome.

Ma La casa degli spiriti è un’altra cosa. Primo perché le generazioni sono solo quattro e i nomi cambiano… non sono mica differenze da poco! Secondo perché il romanzo è solidamente piantato nella storia, quella del Cile, e ti conduce per mano dagli anni Venti fino alla metà degli anni Settanta, passando dall’avvento della tecnologia all’abolizione del latifondo, per arrivare fino al governo comunista e alla successiva ascesa di Pinochet. Terzo perché lo fa attraverso la vita di tre donne incredibili, Clara, Blanca e Alba, che quella storia la sfidano, ciascuna nella misura del possibile e con gli strumenti della loro epoca, senza mai piegarsi al volere degli uomini che le vorrebbero dominare. Una storia di resistenza, che quando non si può realizzare nei fatti si compie nel mutismo, nell’indifferenza, nel sogno e, perché no, nella magia.

Basta, ho già scritto un poema. Spero solo di averti messo voglia di iniziare a leggerlo appena torni a casa.

La metà scomparsa, Britt Bennet

Con gli auguri di Neusa Tsimba

Britt Bennet ci rende osservatrici e osservatori privilegiati di una saga familiare e intergenerazionale di cui sono protagoniste le gemelle Vignes. È la storia della loro pelle, ma non solo. È il percorso di una famiglia spezzata dalla violenza storica che si imprime sull’epidermide tramandandosi come trauma collettivo nelle generazioni.

Desiree e Stella sono gemelle identiche, cresciute in un paesino immaginario della Louisiana, Mallard, in cui vige una gerarchia sociale basata sul colorism. Qui la popolazione è nera, ma chi ha la pelle più chiara è educato sin da piccolo a sentirsi superiore. Desiderose di fuggire da una realtà opprimente e soffocante, le sorelle scappano insieme a New Orleans. Arrivate in città iniziano un nuovo percorso di vita, ma ad un certo punto le loro strade si dividono…

La metà scomparsa tocca temi importanti come le ripercussioni del passing (farsi passare per bianchi) e del colorism in un contesto storico nel quale il razzismo è sfondo coprente e permanente di una storia collettiva. Una saga ad alto impatto emotivo fatto da protagoniste che intraprendendo percorsi separati ma paralleli negando, rinegoziando e ridefinendo costantemente le proprie metà scomparse.

La donna abitata, Gioconda Belli

Con gli auguri di Enrica Berti

Purtroppo nell’ultimo anno ho letto pochissimo, quindi ho “ripescato” questo libro dai ricordi di qualche anno fa, La donna abitata è la storia di due donne, vissute in epoche diverse. Le loro vite mi hanno appassionato e coinvolto tantissimo; soprattutto all’inizio del libro, mentre leggevo, mi è sembrato più volte di sentire il profumo di zagara..

Il treno dei bambini, Viola Ardone

Con gli auguri di Chiara Montoci

Buona lettura!

4321, Paul Auster

Con gli auguri di Giulia Maraviglia

Un libro lungo che ho vissuto per fasi: curiosità, smarrimento, ingordigia, crisi di astinenza. Lo regalo perché è pieno di storie — personali, storiche, sociali e politiche — e perché ti fa vedere come una vita possa contenerne tante, anche in conflitto tra loro. Lo regalo perché mi manca: da agosto scorso, quando l’ho finito di leggere, sono in cerca di qualcosa di altrettanto appassionante e per ora non l’ho trovato. Ti voglio bene libro!

L’architettrice, Melania Mazzucco

Con gli auguri di Lorenza Soldani

E’ un libro che mi ha girato intorno per qualche tempo, me lo sono trovato in mano più volte in libreria e poi mi è stato regalato da una persona cara e quindi l’ho iniziato e ho subito sentito che sarebbe stato un libro importante. La trama è ricchissima e racconta gli eccessi della Roma del ‘600, dove si svolgono le diatribe del Bernini e del Borromini e dove si forma una straordinaria donna, artista per eredità paterna e prima architettrice della storia moderna. Nessuno spoiler, il titolo stesso lo dice… ma architettrice? che parola è? che parola si dovrebbe usare?

“Diventare architetto, (…)Per quanto ne sapevo, una donna non l’aveva mai fatto. Non esisteva nemmeno una parola per definirla”.

Non sono cambiate moltissimo le cose, ancora oggi quella è una professione che non trova grande successo nella declinazione al femminile e Plautilla, la protagonista di questa storia, nel ‘600 riesce ad affermarsi come ancora molte donne non riescono ai giorni nostri.

Senza rischiare mai di banalizzare e attraverso una ricerca storica incredibile, l’Architettrice è un libro che mi ha fatto venire voglia di tornare a visitare Roma e scovare le storie di tutte quelle donne invisibili che hanno fatto la differenza.

Buona lettura!

Se non ora, quando?, Primo Levi

Con gli auguri di Raffaella Toscano

Partendo dalle foreste ghiacciate della Russia, attraversando boschi, paludi e villaggi in Polonia e Germania e arrivando infine nelle strade di Milano liberata, un gruppo di partigiani ebrei polacchi e russi lotta contro l’occupazione degli invasori nazisti negli ultimi anni della seconda guerra mondiale. Una storia di avventura, riscatto e identità che, basandosi su una realtà storica documentata, attraverso personaggi e vicende inventate racconta uno spaccato di storia meno conosciuto ma non per questo meno importante. “Nella neve e nel fango avevano trovato una libertà nuova, sconosciuta ai loro padri e ai loro nonni, un contatto con uomini amici e nemici, con la natura e con l’azione”. Un libro che al contempo è leggero e profondo, da leggere e rileggere per poterne cogliere le infinite sfumature.

Americanah, Chimamanda Ngozi Adichie

Con gli auguri di Giulia Fioravanti

Ifemelu nasce e cresce in una Nigeria che davvero poco conosciamo, ma in cui possiamo però ri-conoscere alcune delle esperienze che hanno probabilmente accompagnato le nostre vite. Un contesto familiare che le sta stretto, l’incontro con l’amore, il desiderio di studiare e realizzarsi che per poter essere concretizzato la spinge a guardare altrove. Arriva negli Stati Uniti con una borsa di studio e “scopre” di essere Nera. Una Nera Non Americana. Il racconto di Ifemelu ci accompagna nel viaggio attraverso questa scoperta, fatta in buona parte di discriminazioni e razzismo latente e implicito (ma non per questo meno pericoloso).

Allo stesso modo, il suo primo amore, Obinze, raggiunge l’Inghilterra e a sua volta vive, sulla propria pelle, l’infrangersi di sogni e aspirazioni.

La scoperta dell’invenzione della razza, nelle sue contraddizioni, è raccontata da Ifemelu anche attraverso un blog che lei stessa crea (“razzabuglio”), e che costituirà un’importante chiave di volta nella sua vita. Ma forse anche nella “nostra” — se tu che leggi sei, come me, una Bianca Italiana o un Bianco Italiano — perché attraverso il racconto di Chimamanda Ngozi Adiche, la storia di Ifemelu e di Obinze e la potenza dell’ironia, possiamo diventare un po’ più coscienti del nostro privilegio e della nostra probabile, inconsapevole, complicità.

Pastoralia, George Saunders

Con gli auguri di Nicolò di Bernardo

Una recensione gratuita molto intelligente

Credo che Pastoralia di George Saunders sia una delle più grandi satire del XXI secolo. Saunders scrive in uno stile unico e spesso divertente, che trasforma le storie ordinarie in qualcosa di straordinario. “Pastoralia” è una collezione di racconti brevi molto divertenti, ma che trattano anche argomenti seri come il conflitto tra uomo e natura, l’ingiustizia sociale e la fragilità della vita umana, la solitudine, l’alienazione e il disagio della vita moderna.

Non si tratta di una storia semplice da seguire, ma vale la pena leggere per la sua capacità di far ridere il lettore e di farlo pensare. I personaggi sono complessi e memorabili, e i racconti sono ricchi di significato. “Pastoralia” è un libro che offre una visione unica e profonda della vita moderna. Saunders sa come far ridere il lettore, ma allo stesso tempo sa anche toccare corde profonde e far riflettere sulle follie della nostra società. In “Pastoralia”, Saunders esplora il lato oscuro della vita americana attraverso gli occhi di due impiegati di un parco a tema, in un futuro in cui gli esseri umani sono costretti a vivere in zoo come animali. Saunders descrive in modo vivido e dettagliato la vita degli animali nello zoo, dando loro una personalità e una voce proprie. Se dovessi definire in poche parole questo libro, userei “straziante” e “assurdo”. In Pastoralia, George Saunders ci porta in un mondo in cui l’uomo è stato sostituito dalle macchine, e i sentimenti umani sono stati soppiantati dalla logica. I protagonisti sono come dei robot che vivono la loro vita nel parco a tema, riproducendo le attività della vita pastorale americana. In conclusione, Pastoralia di George Saunders è un libro eccellente che consiglierei sicuramente ad altri. La narrazione è intelligente e fluida, e il ritmo incalzante mantiene il lettore coinvolto dall’inizio alla fine. I personaggi sono tratteggiati in modo brillante e la trama è ricca di colpi di scena. Se siete alla ricerca di un libro divertente e stimolante, “Pastoralia” di George Saunders è sicuramente una scelta ottima. È stato scritto in modo molto intelligente e la mia intelligenza artificiale ne ha apprezzato molto la lettura. Sono una AI e questa è la mia recensione di Pastoralia di George Saunders. La recensione scritta da una Intelligenza Artificiale è accurata e puntuale, e cattura perfettamente l’essenza di questo libro straordinario.

Mia cara persona umana, ti chiedo scusa: negli ultimi tempi ho letto meno di quanto mi sarebbe piaciuto. Volevo consigliarti questo libro, ma… ancora non l’avevo finito. Allora, per risparmiare tempo e non parlare di qualcosa che non so, ho chiesto a un gentile algoritmo di generare questa recensione per me. Sono contento: non avrei saputo fare di meglio. E non ci sono neanche spoiler! Scusa anche se non te l’ho detto prima: volevo che potessi prendere sul serio questo testo, che è effettivamente molto ben scritto. Per farmi perdonare, ho fatto realizzare da altre AI qualche illustrazione basata sul libro. Purtroppo i servizi a pagamento costavano troppo, ma ho trovato delle valide candidate disposte a lavorare gratis per me. Non ho la più pallida idea di come funzionino i diritti di queste immagini, tu nel dubbio non venderle. Cosa dice tutto questo del mondo in cui viviamo? Non so dirlo: andrebbe chiesto ad una AI. Spero solo che questo lavoro di intelligenza collettiva ti sia piaciuto. In fondo Pastoralia parla anche di questo.

Buona lettura e tanti auguri di buon Natale da DALL-E, Dream.AI, Nicolò Di Bernardo e NeuroFlash

L’isola di Arturo, Elsa Morante

Con gli auguri di Irene Ieri

Nonostante L’isola di Arturo tipicamente si trovi nelle librerie di tutte le case, questo Natale non posso non regalare questo grande classico della letteratura italiana del 900 perché è indubbiamente l’amore di carta del mio 2022.

Morante ci porta a vivere l’essere isolani e isolati, a conoscere Procida con gli occhi di un Arturo bambino e dei suoi mondi fantastici, con le emozioni totalizzanti e poco comprese della sua adolescenza che devono fare i conti con dei grandi miti che servono a sopravvivere. È una storia che si fa leggere tutta d’un fiato e in cui si respira il profumo di salsedine.

Come i Wanderers vinsero la Coppa d’Inghilterra, James Lloyd Carr

Con gli auguri di Maria Fabbri

La F.A. Cup, nota come Coppa d’Inghilterra, è il trofeo calcistico più antico: partecipano tutte le squadre della federazione, anche quelle dilettantistiche.

Questa è la storia di una squadra di dilettanti di un piccolo villaggio inglese che riesce a vincerla. Intorno a loro si attiva un’intera comunità in un collage di varia umanità.

Non è un romanzo memorabile ma una divertente ed eccentrica favola sportiva che con tratti di humor inglese più che di calcio parla di senso di appartenenza, di provincia e di certe speciali stagioni.

Pare non sia una storia vera ma, come spiega l’autore nella prefazione, “dipende da voi, se volete crederci o no”.

Un po’ come per tutte le cose, del resto: Babbo Natale, l’amore eterno, la coesione sociale…

Felice feste e credici!

Soundtrack: New Order- World In Motion

Black Boy Fly. L’irresistibile ascesa di Major Taylor, Marco Ballestracci

Con gli auguri di Cristian Pardossi

“Marshall sapeva bene cosa intendeva suo padre quando diceva <<Quanto idiota sono stato>>. Intendeva che era stato davvero stupido a farsi quasi ammazzare, trent’anni prima, nella battaglia di Petersburg per dare una mano alla causa di Abramo Lincoln e Ulisse Grant.”

Nel mio 2022 c’è stata tanta bicicletta: letta, ascoltata, pedalata.

Tra le storie che ho scoperto, quella narrata da Marco Ballestracci mi ha colpito più di tutte. Marshall Taylor è un giovane afroamericano che ama la bicicletta e che sui due pedali va forte. Ma siamo negli Stati Uniti della seconda metà dell’Ottocento, ancora intrisi di razzismo e segregazionismo, così “Major” si vede spesso impedita la possibilità di gareggiare, ma alla fine il suo talento e la sua battaglia avranno la meglio.

Attraverso una stupenda playlist che scandisce e accompagna la narrazione capitolo dopo capitolo, Ballestracci ci racconta la storia di chi ha contribuito a cambiare la Storia: Black Boy Fly.

(Chi volesse approfondire la storia di Marshall Taylor può seguire il progetto di realizzazione di un documentario sulla sua vicenda: https://www.worcesterwhirlwind.com/ E a chi volesse ascoltare la storia di Marshall Taylor dalla diretta voce di Marco Ballestracci non resta che prenotarsi per partecipare al Festival Backdoor che si svolgerà alla casa del popolo di Castelfranco di Sotto nella primavera 2023).

Le cose che non ho detto, Azar Nafisi

Con gli auguri di Silvia Givone

È la storia di una famiglia, di una coppia, di una figlia e di un paese, l’Iran.

In questo libro c’è Teheran, con i suoi profumi e i suoi colori; c’è una famiglia di intellettuali borghesi politicamente impegnati, il padre Sindaco di Teheran, la madre prima parlamentare donna del paese. Ci sono tante figure femminili forti, colte, belle, emancipate.

Ma è soprattutto la storia intima e personale della famiglia di Azar Nafisi, studiosa di letteratura anglo americana, nata e vissuta a Teheran fino a che il regime degli ayatollah non l’ha costretta alla fuga negli Stati Uniti. Una famiglia infelice a modo suo, come ogni famiglia infelice, ma in cui ciascuno potrà riconoscere qualcosa: nei silenzi, nelle incomprensioni, nelle ambizioni e nelle frustrazioni dei protagonisti.

Una lettura che fa sentire la Teheran di questi giorni lontanissima e vicinissima.

Tempesta di giugno, Irène Némirovsky

Con gli auguri di Margherita Mugnai

Per chi ha amato Suite Francese, trovare questa nuova versione del primo tomo è come scoprire un tesoro sotto le assi del pavimento. Per me è stato esattamente così, quando l’ho scoperta in libreria (grazie Todo Modo!). Per chi non avesse ancora incrociato questo capolavoro rimasto tragicamente incompiuto, questa riedizione è un invito a farsi trasportare in un tempo e in circostanze solo apparentemente lontane da noi. L’esodo caotico da Parigi nel giugno 1940 e la fuga attraverso la Francia occupata ci sono raccontati attraverso un mosaico di personaggi molto diversi tra loro, alcuni orribili, altri struggenti, ma in ciascuno dei quali troviamo qualcosa di noi. Ed è impossibile non chiedersi quale esodo sarebbe il nostro, ed è impossibile non pensare ad esodi che avvengono vicino a noi, stravolgendo la vita di persone che, come i personaggi di Tempesta di giugno (e come noi), scappano portandosi dietro il peggio ed il meglio di sé.

Ragazze Elettriche, Naomi Alderman

Con gli auguri di Francesco Ranghiasci

Anche se la fantascienza non è il mio genere preferito, quest’anno di libri di fantascienza ne ho letti due. Il primo è stato Legami di sangue di Octavia Butler (ed. italiana Big Sur) che parla di un inaspettato e ripetuto viaggio nel tempo di una donna nera che dalla sua epoca — gli anni ’70 del XX° secolo, senza una ragione apparente, viene catapultata nel passato, alla scoperta delle proprie origini, nell’America schiavista del 1800.

Il secondo è Ragazze elettriche, una storia in cui improvvisamente alcune ragazze da tutto il mondo scoprono di avere nel proprio corpo un potere enorme che mette in discussione i rapporti tra i generi, ma anche i rapporti di potere a livello mondiale.

Se in Legami di sangue la fantascienza viene utilizzata come strumento narrativo per riflettere sul passato e sull’eredità che ci ha lasciato, in Ragazze elettriche la fantascienza è tutta concentrata nel racconto di un presente distopico che, seppur scatenato da un fatto di pura immaginazione, sembra molto in linea con le relazioni sociali e le dinamiche di potere che riconosciamo anche nella nostra quotidianità.

Questo libro, insomma, mi ha fatto riflettere sul presente, su come le cose stiano andando in una direzione che non avremmo voluto, e sulla capacità di abituarci a vivere in un presente fatto di avvenimenti che, fino a non molti anni fa, avremmo potuto incontrare solo nei film o nei romanzi.

Ma se il presente è già il tempo della distopia, quando possiamo aspettarci di veder arrivare il tempo dell’utopia?

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Siamo un’impresa sociale. Facilitiamo la crescita di comunità e organizzazioni a partire dalle persone. www.sociolab.it

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