Covid-19 (ci) ha preso il bus. E noi come andiamo?

Una call for ideas per ridisegnare l’attesa alle fermate dei mezzi pubblici

L’emergenza sanitaria causata dalla pandemia del COVID-19 ha prodotto cambiamenti radicali nelle nostre abitudini ed il graduale ritorno alla “normalità” ci sta ponendo di fronte ad una serie di questioni e riflessioni non banali riguardo la sicurezza e le relazioni negli spazi pubblici.

Mentre le città si stanno riorganizzando per promuovere una mobilità adeguata alle misure di sicurezza e in alcuni casi per ridisegnare gli spostamenti urbani per dare spazio a pedoni e ciclisti, è indubbio che una delle più grandi sfide create dalla pandemia è quella della sopravvivenza del trasporto pubblico.

Una indagine condotta da IPSOS in Cina sulle preferenze d’uso dei mezzi di trasporto prima e dopo la diffusione di COVID-19 mette in evidenza come l’utilizzo del trasporto pubblico urbano scenda dal 56% al 24%, mentre l’auto privata diventi la scelta preferita per il 66% della popolazione (in precedenza lo era per il 34%).

Tale dinamica ha importanti implicazioni:

  • sociali, laddove potrebbe inasprire le disuguaglianze nell’accesso ad un servizio pubblico — tagliando fuori ampie fasce di popolazione a rischio in caso di contagio da Coronavirus (anziani, donne in gravidanza, persone immunodepresse), o esponendo al rischio di contagio quanti vedono nel trasporto pubblico l’unica possibilità di spostamento nel contesto urbano e che sono spesso essi stessi categorie vulnerabili della popolazione;
  • economiche, mettendo in crisi indotto e posti di lavoro generati dal settore dei trasporti, o alterando il funzionamento dei sistemi produttivi per i quali gli spostamenti quotidiani di forza lavoro nel tessuto urbano sono una condizione necessaria;
  • ambientali, laddove l’aumento nell’uso del mezzo privato impatterebbe negativamente sul livello di emissioni prodotte.

La scelta delle modalità di spostamento, ancor più di prima, si configurerà come una scelta in capo ai singoli individui, ma che avrà importanti ripercussioni per la collettività.

Come facilitatori ed esperti di partecipazione negli spazi pubblici, siamo da anni appassionati di processi che mettono al centro le città, le politiche che le regolano e le relazioni tra le persone negli spazi pubblici.

È per questo che nel 2019 con Urban Capacitors abbiamo partecipato alla call del progetto H2020 DESIGNSCAPES coordinato da ANCI Toscana. Urban Capacitors, è nato come una sfida, lanciata a noi stessi e ad esperti di mobilità e sicurezza urbana, creativi, comunicatori, tecnici, amministratori, sviluppatori di tecnologia e utenti del servizio: trasformare grazie al design le fermate dei mezzi pubblici della città di Firenze — che da anche il patrocinio al progetto — in condensatori sociali, ovvero luoghi capaci di immagazzinare le energie di chi li utilizza per rafforzare relazioni e senso di sicurezza.

Nei primi mesi del 2020 abbiamo osservato e ascoltato gli utenti, ed abbiamo organizzato un Living Lab creativo per la progettazione, prototipazione e sviluppo di innovazioni urbane da inserire negli spazi pubblici della città.
Poi è arrivata la Pandemia, il distanziamento sociale, il blocco forzato delle attività, il confinamento. Insieme alla sospensione delle attività del progetto è cresciuta anche la consapevolezza di dover dare il nostro contributo per fare in modo che il trasporto pubblico possa restare garanzia di libertà di movimento e di diritto alla città, evitando di correre il rischio che la risposta alle nuove esigenze di distanziamento si traduca esclusivamente nella scelta del mezzo privato e nell’annullamento delle relazioni nello spazio pubblico connesso all’utilizzo dei mezzi di trasporto pubblici.

È così che è nata “Come andiamo”, una call rivolta a progettisti, designer, creativi, artisti, esperti di spazio pubblico e pianificazione urbana, nonché a tutti gli appassionati e interessati a questi temi, il cui obiettivo è raccogliere idee che usino la creatività e il design per trovare risposte alla domanda:

Come trasformare le fermate dei mezzi pubblici in luoghi dove vivere relazioni sociali inclusive nel rispetto delle misure di sicurezza?

Con “Come andiamo” siamo alla ricerca di idee che affrontino il problema da prospettive diverse — da quelle che prevedono interventi sullo spazio fisico e sensoriale delle fermate (pavimentazione, arredi, dispositivi, supporti), a quelle che agiscono sul piano dell’interazione tra gli utenti, sino a quelle che si concentrano sulla comunicazione — ma con un comune filo rosso che le unisce: garantire l’accesso al servizio e l’inclusione sociale delle categorie più vulnerabili della popolazione.

I proponenti verranno invitati a prendere parte a una task force (se non vi era ancora capitato, è la vostra occasione!) che si riunirà online per rendere le idee che emergeranno veri e propri prototipi. La partecipazione a “Come andiamo” è gratuita e non prevede compensi per chi partecipa, ma offre l’opportunità di sviluppare le idee più efficaci e di presentarle al Comune di Firenze. È un’occasione per collaborare con altri appassionati e dare un contributo concreto (seppur giocoso e creativo!) ai bisogni della città e delle categorie più fragili della popolazione.

Per partecipare basta leggere il regolamento e compilare il form di partecipazione. Non è necessario avere competenze di progettazione e grafica professionali: è sufficiente avere un’idea che aiuti a ripensare l’esperienza dell’attesa alle fermate dei mezzi pubblici nella nuova quotidianità che caratterizza le nostre città a seguito della pandemia di COVID-19.

Mentre in tutto il mondo esperti, tecnici e amministratori stanno lavorando per rendere sicuro l’uso del mezzo pubblico, vi invitiamo a fare la vostra parte: a liberare creatività ed ingegno per immaginare nuove forme di uso e convivenza tra le persone alle fermate dell’autobus. Per restare animali sociali tra mascherine e distanze di sicurezza.

Regolamento della call for ideas “Come andiamo”

Form di partecipazione

Siamo un’impresa sociale. Facilitiamo la crescita di comunità e organizzazioni a partire dalle persone. www.sociolab.it

Siamo un’impresa sociale. Facilitiamo la crescita di comunità e organizzazioni a partire dalle persone. www.sociolab.it