Un tempo per stare, in quel momento e in quella pagina
Quest’anno è stato un anno intenso, veloce, di corsissima. Per chi non lo è stato, direte voi? È un po’ lo zeitgeist del nostro tempo, con il Bianconiglio come animale guida, che ripete ossessivamente “è tardi, è tardi!”, un cronoprogramma al posto dell’orologio da tasca e la rendicontazione da chiudere al posto del tè con la Regina di Cuori. Un lungo orecchio sulle notizie sempre più terribili e l’altro sulle mail che si accumulano.
Se però, almeno per una volta, riusciamo a smettere di correre, è anche grazie ai libri. A quei libri che permettono di lasciare andare. Di stare, in quel momento, in quel luogo, in quella pagina, con quell’emozione.
Leggere e regalare questi libri è allora per noi un piccolo gesto di resistenza e forse il regalo migliore che possiamo fare e farci: uno spazio di quiete, di riflessione e di presenza.
Con l’augurio che anche per voi questa pausa di fine anno e queste o altre letture aiutino a rallentare e riconnetervi con il momento presente, ecco di seguito i libri che ci siamo regalati in questo 2025.
Buon riposo e buone letture da tutti i conigli di Sociolab!
L’ottava vita di Nino Haratishwili
Con gli auguri di Irene Ieri
Un consiglio di lettura ma anche di viaggio. Otto vite, sei generazioni, sette donne: una saga familiare che attraversa il novecento georgiano. Il mio augurio è di leggerlo lì, come me, dove tutto accade, lungo la strada militare georgiana, le montagne imponenti e le architetture sovietiche, a bordo di una marshrutka!
Mor. Storia per le mie madri di Sara Garagnani
Con gli auguri di Giulia Maraviglia
I tanti motivi per cui consiglio la lettura di questa graphic novel sono perfettamente descritti nelle post-fazione di Maura Congitano. La saggista e co-fondatrice della casa editrice Tlon avrebbe dovuto scrivere una prefazione ma, dopo aver letto il libro, ha scelto di non dire niente prima, lasciando a chi legge la possibilità di entrare a modo suo in questa storia al tempo stesso intima e universale. È la stessa cosa che farò io, augurandoti solo un bel viaggio verso la riconciliazione profonda che Sara Garagnani costruisce con coraggio e caparbia parola dopo parola, disegno dopo disegno.
La vita nascosta delle cose di Marianna Balducci e Fabio Gervasoni
Con gli auguri di Marco Caporali
Quando la matita di una illustratrice curiosa e visionaria incontra le foto di piccoli, semplici oggetti ordinari stanchi di essere quello che sono sempre stati, nasce il libro che hai pescato proprio tu! Guarda con gli occhi dell’immaginazione la moka che hai nel pensile in cucina: non ti viene voglia di farci dentro un bel bagno? Saliresti sul cavatappi che hai nel cassetto per volare verso mete lontane? Dietro le cose più semplici possono nascondersi storie straordinarie. Buona… immaginazione!
Fiori per Algernon di Daniel Keyes
Con gli auguri di Neusa Tsimba
Fiori per Algernon è uno di quei libri che costringe a fermarsi. Non per la trasformazione di Charlie in sé, ma per ció che quella trasformazione rivela: lo sguardo della società, implacabile, che decide chi vale, chi puó parlare e chi è degno di essere ascoltato.
Queste pagine mostrano quanto possa essere fragile la dignità quando dipende dagli occhi degli altri, ma anche quanto sia violento un mondo che premia solo la performance, la brillantezza e l’efficienza, dimenticando cosa ci rende umani.
Un richiamo a guardare i meccanismi di esclusione con responsabilità e un invito a cambiare sguardo e riconoscere le persone nella loro interezza.
Dipende dalla classe, Manifesto per una scuola anticlassista di Michele Arena
Con gli auguri di Francesco Ranghiasci
E’ possibile conoscere il futuro di una persona dal suo nome?
In alcuni casi sì.
Se ad esempio ti chiami Neri, è molto più probabile tu riesca a concludere un percorso formativo che comprende anche un ciclo di studi universitario, mentre se ti chiami Ahmed hai più di una probailità su due di uscire, a un certo punto, dal percorso scolastico. Ma la cosa che conta veramente è che successi e fallimenti di Neri e di Ahmed dipendono solo in parte da loro, quanto dal loro background, dal contesto in cui vivono e, in definitiva, dalla classe.
Questo libro parla di scuola e di società, di persone che a vario titolo sono nella posizione di educare le giovani generazioni, e del potere che viene esercitato, o subito.
Michele Arena è una di queste persone, e tramite la propria esperienza professionale e personale ci porta a riflettere su come tutto quello che popola il mondo intorno a noi possa rappresentare al contempo per qualcuno un opportunità, mentre per altri l’ennesima occasione di discriminazione ed esclusione.
Una riflessione con cui ripartire nel 2026.
La casa della Moschea di Kader Abdolah
Con gli auguri di Silvia Givone
Sempre più spesso cerco, nei libri che leggo, chiavi che mi aiutino a capire qualcosa di questo mondo incomprensibile. La casa nella Moschea è uno di quei libri capaci di aprire porte: nel raccontare la storia della famiglia di Aga Jahn, il custode dell’antica moschea di una immaginaria città Iraniana, l’autore ci accompagna nelle radici profonde della cultura persiana e, con il racconto della saga di questa famiglia, piena di personaggi e colpi di scena, ripercorre la storia complicata e dolorosa dell’Iran contemporaneo. E’ un libro che si legge con gusto, che riesce a portarti esattamente nel patio ombreggiato di questa casa antica, che ti fa sentire vicine e conosciute, come fossero parenti, le anziane governanti che da sempre hanno cura dei suoi spazi e dei suoi abitanti, ma è anche un libro che parla al presente con la voce nostalgica e struggente di un esule che prova a spiegare agli europei il paese delle sue radici.
Mindfulness per principianti di Jon Kabat-Zinn
Signora Meraviglia di Saba Anglana
Con gli auguri di Lorenza Soldani
Quest’anno trasgredisco alla regola e regalo 2 libri.
Uno è un libro che ho amato e l’altro è un libro che parla di una cosa che ho amato nell’ultimo periodo di quest’anno e parto da questo.
“Mindfulness per principianti” è un libro scritto da Jon Kabat-Zinn, creatore del protocollo MBSR (Mindfulness Based Stress Reduction), il programma di riduzione dello stress basato sulla Mindfulness.
Dopo un anno un po’ complicato, ho avuto bisogno di riprendermi alcuni spazi che avevo totalmente lasciato invadere da tante cose, anche importanti ma molto ingombranti. A settembre ho iniziato il protocollo MBSR, 8 incontri in 8 settimane, in cui iniziare a mettere a fuoco quanto sia necessario ritagliarsi dei momenti in cui essere presenti a se stessi in modo intenzionale, non giudicante, cercando di porsi con la mente del principiante: camminare pensando a cosa sentono i piedi, respirare facendo attenzione alla sensazione dell’aria che entra nel naso e poi nella gola, mangiare sentendo sapori e consistenze, provare a osservare la qualità delle sensazioni del corpo e della mente provando a non etichettarle.
Insomma uno strumento che in questa fase della vita per me è molto utile e benefico e penso che potrebbe esserlo anche per tante altre persone che conosco.
Il libro che ho amato invece è “Signora Meraviglia” di Saba Anglana che parla di tre generazioni di donne tra l’Africa Orientale del colonialismo italiano e la Roma contemporanea. La signora meraviglia è una metafora per indicare la cittadinanza italiana, intesa come un percorso burocratico frustrante ma anche come un’indagine profonda sull’identità e sul passato familiare.
Il libro mostra in modo chiaro e diretto come grandi eventi come le migrazioni, i colonialismi, le fratture politiche e culturali, anche lontane nel tempo e nello spazio, siano determinanti nelle relazioni di oggi all’interno della società fino dentro alle dinamiche familiari.
“Ciò che sembra lontano è, in realtà, inscritto nelle nostre biografie, e che ascoltare queste voci è un atto necessario per comprendere davvero chi siamo.”
L’anniversario di Andrea Bajani
Con gli auguri di Enrico Russo
C’ho pensato un po’ prima di scegliere di regalare questo libro, perché avendo vinto il premio Strega è diventato un po’ mainstream ed è molto probabile che tu l’abbia già letto. Tuttavia, se mi chiedi qual è il libro che mi è rimasto più impresso quest’anno, non posso non rispondere L’Anniversario.
Me lo sono praticamente bevuto, per il ritmo incalzante, per la prosa limpida, e per la trama che, nella sua crudezza, credo arrivi a molte e molti di noi.
Sebbene in pochi, per fortuna, abbiano avuto una famiglia come quella descritta da Bajani, con un padre violento (psicologicamente, prima ancora che verbalmente e, in certi casi, fisicamente) e una madre fredda, inerme, in qualche modo complice di quella condizione familiare attraverso la sua resa incondizionata, il libro ci parla in modo asciutto, senza fronzoli, del perché il rifiuto della dimensione autoritaria e patriarcale, sia una battaglia comune e urgente.
E certo che la scelta dell’autore è a dir poco estrema, ma se interpretata in chiave simbolica, non letterale, ci dice di come ognuno e ognuna di noi dovrebbe fare la sua parte rispetto alla violenza, per capirla, riconoscerla nelle sue varie forme, e prenderne le distanze.
Legami di sangue di Octavia Butler
con gli auguri di Chiara Missikoff
Quest’anno mi sono rifugiata nella fantascienza: letture fuori dall’ordinario per specchiare un presente dal sapore distopico. “Legami di Sangue” è un libro di fantascienza che guarda al passato e ci mette di fronte alle nostre responsabilità presenti: Dana — la scrittrice afrodiscendente protagonista del romanzo — viaggia dalla California del 1976 al Maryland del 1852. Lì viene privata della sua libertà e deve confrontarsi con un sistema schiavista in cui cercare di sopravvivere. Il libro è scritto in una prosa asciutta e avvincente, mentre siamo preoccupatə per l’incolumità di Dana e delle persone a lei vicine, ci ritroviamo a sfidare il nostro sentire più profondo: quanto siamo dispostə a sacrificare per il nostro benessere e la nostra sopravvivenza? Il legame tra passato e presente è il filo rosso di un libro scritto negli anni ’70 che risuona potente ancora oggi. Buona lettura!
La tenda rossa di Anita Diamant
Con gli auguri di Chiara Mosele
Conosci la storia di Dina, figlia di Lia e Giacobbe?
Beh, sappi che se la tua risposta è no e che se solo uno di questi tre nomi biblici ti dice qualcosa è normale.
L’obiettivo che Anita Diamant si pone in questo libro è proprio quello di dare voce a una storia dimenticata: quella di Dina, ma anche quella di Lia, Rachele, Zilpa, Bila, donne il cui nome appare nella Genesi come semplice espediente per le storie degli uomini. Anita Diamant ci regala un viaggio in terre ed epoche lontane, tra sacralità, miti, canti e rituali.
Un libro sull’importanza di raccontare le storie dimenticate, per far sì che, tramandandole, la loro voce non venga mai messa a tacere.
Come D’Aria di Ada D’Adamo
con gli auguri di Margherita Mugnai
Questa è la storia di una madre che si racconta ad una figlia.
È la storia di una ragazza magica e di una pluridisabilità.
È un memoir di denuncia di una società, la nostra, che non sa rispettare, accompagnare, garantire.
Ma è anche un poema, che canta la danza bellissima dei nostri corpi imperfetti.
È un libro che ti si conficca tra le costole, come il gomito di un bambino agitato mentre cerchi di calmarlo, e a te vengono le lacrime agli occhi per il dolore. Ma resisti, e lui a un certo punto si addolcisce, e in quell’attimo, in quella pagina del racconto terribile di Ada D’Adamo, senti il calore della pelle contro la pelle, la morbidezza, il profumo.
E sei trasportata dal potere di quell’istante che salva, di quel contatto che redime, di quell’abbraccio in cui “puoi fare tutto: sorridere e piangere, rinascere e morire. Oppure fermarti a tremarci dentro, come fosse l’ultimo.”
Come fare per avere più tempo? di Oliver Burkeman
con gli auguri di Nicolò Di Bernardo
Questo libro è un impostore. Nella società della performance, della produzione e delle to-do list, Oliver Burkeman scrive un saggio per ricordarci qualcosa a cui non vorremmo mai credere: che “fare tutto oggi non significa che saremo liberi domani”. E che a pensarci bene, ci resta molto poco da vivere.
Poi gli dà questo titolo e lo manda a nascondersi negli scaffali di self-improvement e time-management, tra i consigli autobiografici e le 10 regole d’oro degli imprenditori discutibili che abbiamo scelto come maestri.
Mi piace pensare che qualcuno abbia comprato questo libro per sbaglio e che la sua vita sia cambiata.
Quanto a me: vorrei dedicare più tempo a questa recensione, ma devo proprio andare. A ballare!
Il tempo è un gran bastardo (A Visit from the Goon Squad) di Jennifer Egan
Con gli auguri di Maria Fabbri
Questo è un romanzo che ho ritrovato dopo qualche anno.
L’infelice traduzione del titolo lo banalizza.
Lo hanno definito una specie di playlist narrativa, mi sa che a suo tempo l’avevo scelto per questo. Sono di fatto singoli racconti intrecciati, con salti temporali non banali a volte anche un po’ complessi. Niente linearità.
Al centro produttori depressi, rocker invecchiati male, band bruciate ma è il tempo il protagonista. Il tempo che “trasforma punk ribelli in genitori esausti col frigo vuoto”.
Ci sono la memoria, le scelte di vita, il rimpianto, la nostalgia ma anche il cambiamento personale. Parla del tempo che sorprende e ti ruba tutto, ma che ti lascia anche il senso delle cose viste da un’altra prospettiva e a volte ti commuove.
Buon Natale!
Che il tuo 2026 ti regali ritornelli dimenticati, perché poi a volte le canzoni, all’mprovviso, tornano in mente ed è sempre fantastico.
Maestre di Carolina Capria
Con gli auguri di Raffaella Toscano
«Se è vero che scrivendo tanta sofferenza scompare, è anche vero che leggendo le parole delle altre donne possiamo trovare sollievo, conforto e la forza per affermare noi stesse».
Rubo queste parole all’autrice per augurarti un viaggio speciale dentro le pagine di “Maestre”, un libro che parla di libri e che, attraverso le vite di cinque scrittrici e delle loro personagge, racconta come possono essere di conforto, aiuto e guida.
Non importa che tu abbia già letto qualche opera di Jane Austen, Charlotte Brontë, Goliarda Sapienza, Toni Morrison o Margaret Mitchell: se le conosci già, sarà un modo per scoprirle da un altro punto di vista; se non le hai mai sentite nominare, sarà un piacevole nuovo incontro.
Sono diversi i pregiudizi in cui potresti incappare, osservando questo libro per la prima volta: la copertina è troppo pop, parla solo di autrici donne e quindi sarà rivolto ad un pubblico femminile, non hai letto nessuno di questi libri… ma non fermarti all’apparenza: Maestre è un libro di cui tuttə possiamo godere!
Dentro l’acqua di Paula Hawkins
Con gli auguri di Manuela Checchi
Thriller avvincente e intrigante raccontato con più voci narranti e differenti punti di vista.
Jules, perde la sorella, ultima persona scomparsa e poi ritrovata morta nel fiume di una piccola cittadina dell’Inghilterra e si ritroverà a doversi prendere cura della nipote arrabbiata e ferita per la perdita della madre. Altre storie ed altre perdite legate al fiume, da anni oggetto di segreti e misteri, si intrecceranno tra loro portando ad una inaspettata rivelazione finale.
Julia di Sandra Newman
Con gli auguri di Giulia Fioravanti
Se hai già letto 1984, questa è la buona e utile occasione per farlo di nuovo e poi leggere Julia.
Se non hai mai letto 1984, è il momento di farlo. Il suggerimento è di leggerlo, lasciarlo sedimentare, magari leggerlo una seconda volta per cogliere maggiori dettagli e sfumature e solo dopo leggere Julia. Avvertimento: questa recensione potrebbe includere spoiler.
Riscrivere un romanzo iconico come 1984 è già, di per sé, un atto di coraggio e di sfida difficile da immaginare. Sandra Newman lo fa, e lo fa rendendo protagonista Julia, riscrivendo e ampliando la narrazione dal suo punto di vista.
In 1984 Julia non aveva neppure avuto diritto ad un cognome, ma invece Julia, la sua storia e la sua esperienza non solo valgono, sono importanti (non a caso si chiama Julia Worthing), ma divengono la prospettiva attraverso la quale dare corpo e visceralità al romanzo di Orwell.
Quel potere così distopico in 1984 diviene molto più vicino, possibile, umano e perciò banale, storico e attuale nelle sue espressioni. Allo stesso modo, le sue conseguenze agiscono su corpi e soggettività, incarnate e declinate nell’esperienza di Julia e di altre donne (ma anche di altri uomini) che finalmente si fanno spazio nel racconto.
Dubito che Julia diverrà mai un romanzo iconico. Dubito che da Newman prenderanno vita aggettivi come “orwelliano”. Ma Julia continua a valere. Julia è corpo e desiderio, memoria e futuro, testimone e protagonista, sopravvivenza e resistenza. Julia è ribellione.
Da un’altra Giulia, nata nel 1984.
Orbital, di Samantha Harvey
Con gli auguri di David Ginsborg
I protagonisti sono degli astronauti, ma Orbital parla principalmente della Terra vista dallo spazio, e di che effetto fa. È stato però scritto guardando delle foto, scattate dalla Stazione Spaziale Internazionale, perché l’autrice invece non è un’astronauta. Ha vinto il Booker Prize nel 2023 e anche a me è piaciuto parecchio: è piuttosto corto e non succede quasi niente (a parte letteralmente guardare il mondo da un oblò), ma è pieno di belle parole.
La treccia di Laetitia Colombani
Con gli auguri di Maria Teresa Rossi
La lotta per la libertà e la dignità è il fil rouge che intreccia tre storie. Un libro coinvolgente ed emozionante, inno alla forza e alla resilienza.
Pulita di Alia Trabucco Zerán
Con gli auguri di Maria Chiara Santoro
“Vi voglio proporre un patto: io vi racconto una storia e quando arrivo in fondo, quando non ho più niente da dire, voi mi fate uscire di qui”.
Un libro all’apparenza leggero che ti accompagnerà in un vortice di emozioni altalenanti verso una sola e possibile direzione, una caduta.
La storia di una famiglia che sembra avere tutto, raccontata da una donna — Estela — che sembra avere poco.
Con una narrativa potente, sciolta e che pare, a tratti, un flusso di coscienza verrai sbalzatə dentro una scorrevole quotidianità.
Un nuovo mondo di Eckhart Tolle
Con gli auguri di Flavia Ceccherini
Questo libro ha rappresentato per me un vero punto di svolta.
Mi ha aiutata a cambiare prospettiva, ad osservare pensieri, emozioni e realtà con occhi nuovi, più presenti e più consapevoli.
Si tratta di un libro che parla di consapevolezza, presenza e risveglio interiore. Non propone dogmi, ma suggerisce un altro modo di stare al mondo, più radicato nell’adesso e meno schiavo dell’ego e delle illusioni.
Se anche tu lo troverai significativo, ti invito a passarlo a qualcun altro. Che possa continuare a viaggiare e piantare piccoli semi ovunque vada.
